Halloween

Da qualche lustro anche a Gioia la sera tra il 31ottobre e l’1 novembre di ogni anno si è soliti festeggiare Halloween, parola che deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi. È una festa popolare di origine celtica, […]

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Halloween

Da qualche lustro anche a Gioia la sera tra il 31ottobre e l’1 novembre di ogni anno si è soliti festeggiare Halloween, parola che deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi.

È una festa popolare di origine celtica, oggi tipica degli Stati Uniti e del Canada, che si celebra la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre con scherzi e travestimenti un po’ macabri, portando in processione zucche intagliate e illuminate all’interno.

Le prime testimonianze della festa americana di Halloween in Italia si fanno risalire agli anni ’60, dalle traduzioni dei fumetti provenienti d’oltre oceano (il più importante I Peanuts).
La diffusione di Halloween in Italia è iniziata intorno alla metà degli anni ’90, dapprima con l’omonimo film horror di John Carpenter, ma soprattutto con le serie TV, fumetti, giochi e film per adolescenti.I bambini e ragazzi si divertono a mascherarsi da mostri, e girano di notte per la città, rivolgendo ai passanti la domanda: dolcetto o scherzetto?

I Celti erano prevalentemente un popolo di pastori, i quali alla fine della stagione estiva riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno. Per i Celti l’anno nuovo non cominciava il 1° gennaio come per noi, ma il 1° novembre.

Il tema principale della festa era la morte, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la natura sembra morta e la morte sembra prendere il sopravvento sulla vita. Da qui è comprensibile l’accostamento dello Samhain, il capodanno celtico, al culto dei morti. I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra. Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per dar avvio alla cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro, durante la quale  venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.

Anticamente, nelle isole britanniche, la vigilia di Ognissanti si festeggiava con grandi falò, si facevano scherzi (soprattutto i ragazzi) e i poveri giravano di casa in casa chiedendo l’elemosina, portando delle lampade ricavate da rape, zucche intagliate in forma di teschio. Queste rape venivano chiamate Jack O’ Lantern, dal nome del protagonista di una leggenda irlandese.

In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero visitato i propri familiari, affinché potessero rifocillarsi.

Questa pratica si perpetua ancora oggi anche nel nostro paese; infatti dopo la cena della festa di tutti i Santi molte famiglie sono solite lasciare la tavola imbandita perché si crede che le anime dei defunti durante la notte tra l’1 e il 2 novembre si presentino nelle rispettive case e gustino i cibi presenti sulla tavola.

Spesso sentiamo parlare di Halloween come di una innocua e scherzosa festa, alla quale si incoraggia a partecipare i bambini e gli adolescenti, con tale leggerezza, come se fosse solo un gioco divertente. Infatti  molti genitori si compiacciono di festeggiare con i propri figli, partecipando spesso alla festa e gareggiando con altre famiglie nell’acquisto di abiti e costumi specifici, come si trattasse di una sfilata di moda e una anticipazione del  Carnevale, periodo appropriato per  giochi e scherzi. Non tutti, però, vedono favorevolmente la celebrazione di questa festa da parte dei bambini e dei ragazzi, soprattutto i teologi, i religiosi e gli esorcisti. Questi ultimi denunciano con forza la sua pericolosità, considerandola una delle peggiori feste, sulla base delle loro esperienze di contatto e di lotta con il mondo degli spiriti maligni e dell’occulto.

Di seguito una ricerca del nostro concittadino, l’insegnante Giuseppe Montanarelli.

A proposito di Halloween

La parola Halloween significa “Vigilia della festa di Ognissanti” ed era in realtà il Capodanno dei Celti, antichi popoli nomadi stanziati nell’Europa Settentrionale ed in particolare nei territori dell’attuale Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Scandinavia.

Il 31 Ottobre era il capodanno solare dei Celti, che celebravano il passaggio dall’Estate o bella stagione all’Autunno o cattiva stagione, che preludeva al terribile e pernicioso Inverno.

Dolcetto o scherzetto?

I Celti celebravano il capodanno con danze rituali propiziatorie e lauti banchetti a base di carni alla brace e sidro. Illuminavano la notte con rape inglesi o zucche, eliminando la polpa e ponendo al loro interno piccole fiaccole appiccata dal fuoco sacro.

I Celti credevano che, dopo il tramonto, il dio delle tenebre Saiman, portava in Paradiso o Walalla, le anime dei guerrieri coraggiosi morti in battaglia durante l’anno.

Le zucche o le rape, servivano per illuminare ed indicare alle anime dei valorosi guerrieri, la via del cielo.

In particolare le rape inglesi nel loro aspetto ricordavano la testa deforme di un uomo.

Con l’evangelizzazione cristiana dei Celti, Papa Gregorio IV nell’840 contrastò il capodanno pagano, istituendo e proponendo in modo universale la solennità di Ognissanti.

Nel tempo la festa celtica confluì in quella cristiana.

Recentemente negli Stati Uniti d’America i potenti imprenditori massonici e nostalgici vollero riproporre la festività celtica in chiave commerciale e psicologica, introducendo una forma di Carnevale, inesistente nella cultura Americana, che poteva scongiurare nei bambini il terrore dei mostri ed il timore della morte e delle malattie negli adulti.

Il fenomeno commerciale è stato suffragato dalle correnti blasfeme, occultiste ed anti cattoliche, per creare proselitismi atei, anarchici, sovversivi, violenti e misantropi.

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1 Novembre 2020

  • Scuola di Politica

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