Michele Fasano
8 Settembre 2018 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Gioiesi nel Mondo, Storia
Tra i tanti nostri concittadini che per motivi di lavoro hanno dovuto allontanarsi dal nostro paese, ma che conservano l’amore per la propria famiglia e le proprie origini per cui spesso e volentieri torna a Gioia per respirare l’aria del paese natio e per incontrare gli amici con cui scambiare esperienze e continuare a coltivare relazioni e tradizioni, c’è Michele Fasano, regista e produttore indipendente.
E’ nato a Gioia del Colle (Bari) nel 1965 da un’insegnante elementare ed un funzionario dell’Ufficio del Registro, poi divenuto Ufficio delle Entrate. Completa gli studi superiori a Gioia del Colle, dove nel 1984 consegue la Maturità Classica presso il Liceo Ginnasio “Publio Virgilio Marone”.
Le sue inclinazioni e aspirazioni lo portano ad allontanarsi da Gioia. Si laurea presso l’Università di Bologna in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) con una tesi in Estetica: La poetica di Andrej Tarkovskij, ricerca basata sulle lezioni di regia del maestro russo stenografate presso il VGIK di Mosca, inedite e custodite presso l’ “Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij” a Firenze. Continua la Lettura
Il dott. Vincenzo Vitagliani
23 Luglio 2018 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioiesi nel Mondo
Il dott. Vincenzo Vitagliani, gioiese di adozione, è venuto a mancare il 21 luglio del 2018. Nato a Foggia, figlio di un sorvegliante delle Ferrovie dello Stato che lì operava, si è trasferito a Gioia, dove ha trascorso la giovinezza. Ha frequentato le scuole liceali e la facoltà di Medicina presso l'Università degli Studi di Bari. Si è specializzato presso l'Università di Pavia e ha svolto la sua professione presso l'ospedale di Vicenza. A buon diritto si può considerare gioiese di adozione non solo per aver vissuto molti anni a Gioia, ma anche perché ogni anno ritornava nel nostro paese per incontrare i genitori e i parenti. E, anche quando i suoi genitori e due sue sorelle sono venuti a mancare, è sempre tornato a Gioia per ritrovare sia questi affetti perduti, presenti nel cimitero di Gioia dove sono sepolti, che quelli dei parenti ancora qui residenti.
Il Giornale di Vicenza il 23 luglio 2018 ha dedicato una mezza pagina alla figura del dott. Vitagliani; la giornalista Silvia Dal Maso così ne ricorda la figura.
Thiene. L'ex primario di Rianimazione del Boldrini aveva 87 anni. Addio a Vitagliani Medico pioniere nella lotta al dolore.
Grande l'impegno anche in campo trasfusionale. Era stato anche consigliere comunale a metà degli anni '90. La figlia:" Viveva il suo lavoro come missione".
Iginio Iurilli
28 Luglio 2017 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Territorio & Ambiente
Iginio Iurilli nasce nel 1943 a Gioia del Colle, dove suo padre, sottufficiale dell'A.M., lavorava presso la base aerea del 36° Stormo. Attualmente vive e lavora a Capurso.
Ha studiato Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Roma.
Conseguito il diploma di scenografia lavora per un anno presso lo studio di due architetti. Nel 1968 si trasferisce definitivamente a Bari dove insegna nel locale liceo artistico e successivamente all’Istituto Statale d’Arte, nella stessa scuola che aveva frequentato da alunno.
Inizia la sua attività artistica come pittore. Nel 1970 espone a Bari presso lo Sporting Club, ma già nel 1977 decide di non far più il pittore. Avverte il disagio di una pittura che si andava facendo troppo conclusa in un formalismo da frigorifero luccicante, come lui stesso afferma.
Passa quindi dalla pittura monodimensionale alla scultura, arte tridimensionale.
Durante i primi anni realizza scenografie per i teatri Petruzzelli e Piccinni di Bari.
Il vocabolario del dialetto di Gioia del Colle
3 Luglio 2017 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Storia
Sta per essere pubblicata la seconda edizione del ' Vocabolario del dialetto di Gioia del Colle ', da parte del signor Lorenzo Santoiemma, ' il giovane cantore pugliese della sua Gioia del Colle ', come lo definisce Ettore De Nobili, poeta vernacolare barese, nella prefazione al testo.
Questo ultimo lavoro riassume quanto l'autore aveva precedentemente raccolto nei quattro volumetti ' Il piacere di ricordare Gioia ' e si inserisce nel filone tracciato dal prof. Giuseppe Donatone, che ha scritto una grammaticale dialettale gioiese ( Saggio etimologico sul dialetto gioiese ), dal prof. Vito Celiberti che ha raccolto canti popolari e proverbi dialettali gioiesi ( Canti popolari di Gioia del Colle ), da quest'ultimo studioso insieme alla maestra Seldina Matarrese ( Il cuore antico di Goia del Colle in proverbi e detti vari ) e per ultimo, ma non di minore importanza dall'amico prof. Pinuccio Romano ( I paròle de tatàranne ).
Lo stesso De Nobili così riassume l'amore di Santoiemma per la sua terra e il suo dialetto: Emigrato da molti anni per motivi di lavoro nella grande metropoli lombarda, Milano, è sempre stata struggente per Lorenzo la nostalgia per il suo paese natìo, dove aveva trascorso gli indimenticabili anni della sua giovinezza. Nonostante il benessere raggiunto e i figli di stampo milanese, a lui mancavano il sole e il mare di Puglia, le voci, i suoni, gli odori, i sapori… e il dialetto del suo paese.
Gli 80 anni del prof. Vito Antonio Lozito
21 Giugno 2017 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Eventi & Tempo Libero, Gioiesi nel Mondo, Storia
Vito Antonio Lozito nasce a Gioia il 21-6-1937 da genitori gioiesi che operano nel settore dell’agricoltura.
Don Vincenzo Angelillo, rettore della chiesa di S. Francesco e direttore del Convitto Manzoni, avendo intravisto in lui una mente ben dotata e in grado di ben figurare in campo sociale, fine che non avrebbe potuto conseguire a causa delle modeste risorse finanziarie della sua famiglia, lo aiuta e lo sprona a continuare gli studi.
Lozito non tradisce le aspettative del suo mecenate e si laurea il Lettere. Inizia la sua carriera scolastica in giro per l’Italia finché approda a Gioia, dove insegna nella Scuola Media Carano e successivamente nel Liceo Classico, dove termina la sua carriera di docente.
Non smetterà di alimentare l’amicizia, quasi fratellanza, con don Vincenzo Angelillo a tal punto che dopo la sua morte cerca di raccogliere la sua produzione letteraria e pubblicare parti inedite dello studioso sacerdote gioiese e di dedicare alcuni studi sull’approfondimento e analisi delle sue opere. Da ricordare in tal senso la pubblicazione nel 1896 del volume ‘ La poesia e la cultura di Vincenzo Angelilli ‘.
Donato Leo
2 Giugno 2017 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioiesi nel Mondo
Donato Leo, 76enne, Maresciallo Maggiore " aiutante " carica speciale, dei Carabinieri, in pensione da oltre 24 anni è nato a Gioia del Colle.
Dopo aver girovagato l'Italia, in Toscana durante l'alluvione di Firenze, in Calabria, ha fissato la sua residenza in Sicilia, a Rocca di Capri Leone ( Comune di circa 4.500 abitanti in provincia di Messina ) .
Si è avvicinato alla poesia nel dicembre del 2008. Ha scritto oltre 700 poesie ed ha pubblicato sei libri. Nel 2010 ha pubblicato " Ricordi di gioventù ", nel 2012 il volume " Pensieri ed espressioni dell'animo, nel 2013 " Inno all'amore e al dolore ", nel 2014 è la volta di " Le parole del cuore ", nel 2016 pubblica " Melodie in versi " e " Emozioni e sentimenti ".
Ha partecipato a numerosi concorsi letterari, nazionali ed internazionali, e ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali: Targa di merito ed attestato per l'opera " il Vuoto " dell'Accademia dei Bronzi di Catanzaro, nel 2013, pergamena e pubblicazione sul premio per aver partecipato al concorso " Premio Nazionale 2013 terza edizione Poesia edita " Leandro Polverini " in Anzio, ha conseguito il secondo posto nella sezione Poesia Sperimentale, targa di merito ed attestato per l'opera " Mezzo secolo d'amore " alla terza edizione Accademia dei Bronzi di Catanzaro.
L’Inferno in dialetto gioiese
1 Giugno 2017 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioiesi nel Mondo
Dopo aver perso il ' Paradiso ' Gioia ritrova l' ' Inferno '.
Fuor di metafora, Gioia dopo aver assistito alla chiusura dello storico Ospedale ' Paradiso ' si ritrova con l'Inferno dantesco.
L'idea di tradurre l'Inferno nel vernacolo gioiese è venuta ad un nostro concittadino, classe 1935, che vive a Milano, dove risiede da molti anni. L'autore non ha mai dimenticato le sue origini gioiesi, le proprie radici e con cura costante si adopera per mantenere vivi gli usi e i costumi del paese natio.
E' lo stesso autore a indicarci le motivazioni di questa sua scelta, che ha riportato nell'introduzione che precede la traduzione in vernacolo Gioiese.
Tutto nasce dall'esigenza, terminata l'attività lavorativa, di tenere in esercizio e sempre attiva la scatola della memoria che, se s'inceppa, ahi! son guai.
E così dopo essermi impegnato a scrivere i quattro volumetti del " Piacere di ricordare Gioia ", il " Vocabolario del dialetto di Gioia del Colle " ed alcune poesie in dialetto gioiese inviate ad un concorso di poesie in vernacolo, che fare mi son detto, oltre che leggere e fare altro per tenere in esercizio la mente?
Il dott. Angelo Iacobellis e l’epatite C
13 Agosto 2016 Autore: Dalila Bellacicco
Categorie: Gioiesi nel Mondo
Tra i tanti dottori gioiesi che per i loro studi e le loro ricerche fanno onore al nostro paese va annoverato Angelo Iacobellis, gastroenterologo in servizio presso la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Pubblichiamo un articolo a firma di Dalila Bellacicco nel quale si evidenziano i risultati da lui raggiunti nella cura dell'epatite C.
L’infezione da virus dell’epatite C
Recenti innovazioni terapeutiche finalizzate alla cura della malattia epatica in fase avanzata, proposte dal Dr. Angelo Iacobellis.
Accogliamo con grande gioia la notizia che le innovazioni terapeutiche proposte dal nostro Angelo Iacobellis, in pubblicazione a febbraio sulla rivista internazionale Journal of Hepatology e da lui presentate in questi giorni in un giro congressuale in Puglia, sono approdate presso l’FDA Americana dopo essere state positivamente commentate dal Prof. J. Vierling, Presidente dell’American Association of Liver Disease. Questo studio pilota servirà ad avviare dei trials multicentrici internazionali. Un evento che darà vita a nuovi scenari di ricerca per sconfiggere le patologie che affliggono i malati di epatite C e cirrosi, ed ulteriori stimoli per l’instancabile epatologo gioiese. Di seguito alcune sue note su tali, innovative, sperimentazioni.
Il paziente con cirrosi epatica con già evidente versamento ascitico, ittero, o pregresso episodio di sanguinamento delle varici esofagee, è ritenuto un paziente con scarse possibilità terapeutiche. Le cure sono palliative e cercano di compensare ad ogni alterazione che si verifica mediante la modulazione dei diuretici, l’utilizzo di albumina, beta-bloccanti e di altre metodiche strumentali, quali la gastroscopia per legatura delle varici esofagee, a rischio di sanguinamento. Dopo 5 anni dal primo scompenso, la sopravvivenza di questi pazienti è del 50%. Si tratta quindi di un’aspettativa di vita alquanto breve e senza l’alternativa del trapianto di fegato.
Renato Javarone
13 Giugno 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioiesi nel Mondo
Quattordici anni dopo la nascita di Francesco Romano, definito il migliore paesista pugliese del primo quarto del Novecento, e a ventidue anni di distanza dalla nascita di un altro importante pittore gioiese, Enrico Castellaneta, nasce l’1-1-1894 a Gioia del Colle, Renato Javarone. A differenza dei primi due Javarone non segue gli studi in scuole ad indirizzo artistico.
Suo padre si occupava della vendita dei prodotti della lavorazione della canapa mentre sua madre gestiva un piccolo esercizio in cui si effettuava la distillazione e si imbottigliavano alcuni liquori. Dopo aver frequentato le scuole elementari e ginnasiali a Gioia si iscrive alle scuole secondarie a Bari. Da subito dimostra il suo interesse per la pittura tanto che già a 16 anni comincia a viaggiare fuori dalla sua provincia e regione, forse in cerca di artisti che potessero instradarlo nel suo futuro lavoro.
Come spesso ripeteva si dichiara autodidatta e di lui qualcuno ripeteva che era maestro e discepolo di se stesso.
Così come avevano fatto numerosi artisti del tempo, tra cui il nostro Francesco Romano, anche Javarone, che aveva raggiunto i 28 anni, nel 1912 si trasferisce a Roma, non solo capitale politica dell’Italia che aveva celebrato l’anno precedente il cinquantenario dell’Unità, ma anche centro culturale e punto di riferimento per artisti e intellettuali di quel tempo.
Vincenzo Celiberti
21 Maggio 2016 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Gioiesi nel Mondo, Primo Piano, Storia
Anche Vincenzo Celiberti è un giovane gioiese che fa onore alla nostra città, ma che lavora in Francia. Per un brevissimo periodo è stato mio alunno nella Scuola media.
Archeologo preistorico, è specializzato in paleontologia e primatologia. La sua passione per l’archeologia lo ha portato a girare per tutti i continenti alla scoperte di tracce della presenza dell’uomo nei tempi remotissimi. E la sua passione lo ha portato, insieme ad altri colleghi al ritrovamento di numerosi reperti di uomini vissuti nel periodo preistorico. Uno in particolare è stato strepitoso: il ritrovamento di un’ulna, osso che dal suo cognome ha preso la dizione scientifica.
Ha preso parte a scavi in tutta l’Europa meridionale nonché in Etiopia, Cina e Corea del Sud.
E’ archeologo presso il Centre Européen de Recherches Préhistoriques de Tautavel in Francia.