Apprezzo della Terra di Gioja del 1653
1 Aprile 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente
La Terra di Gioja distante dalla Terra di Acquaviva miglia 8, da Santeramo miglia 8, dalla Terza miglia 15, dalla Citta di Castellaneta miglia 12, dalla Citta di Motola miglia 12, dalla Terra delle Noci miglia 12, dalla Terra di Putignano miglia 12, dalla Terra di Turi miglia 10, da Casamassima miglia 12, dalla marina di Bari miglia 24, da Taranto miglia 24, da Mola miglia 20, da Polignano miglia 20.
E’ detta Terra di Gioja nell’ultima numerazione di fuochi 411 estra Preti, e Franchi.
Sta situata e posta in piano, e viene circondata d’ ogni parte sì dal sole, come da venti. E’ di aere temperata, quale è murata d’intorno con mura, e torrioni tondi. Tiene quattro Porte, la prima di Bari, la seconda di Santeramo, la terza del Casale, la quarta porta detta di S. Domenico, le quali si serrano la sera.
Le abitazioni di detta Terra sono repartite con strade grandi e piccole, le quali sono piane inselciate di pietre vive, e si cammina per esse comodamente a piede a cavallo, e con Carozza per essere tutto il sito piano, e nel mezzo di detta Terra è la Piazza di mediocre grandezza, in essa vi sono più boteghe colla Taverna, ove si può allogiare; in dette boteghe si vendono tutte sorte di verdume, ed altre robbe comestibili, pesci, quali vengono dalla marina di Taranto.
Apprezzo di Gioia del 1640
1 Aprile 2020 Autore: Francesco Giannini
Categorie: Storia, Territorio & Ambiente
A distanza di un trentennio dalla pubblicazione dell' Apprezzo del Tabulario Federico Pinto (1611), integrato nel 1612 dal tabulario Virgilio De Marino, viene commissinato dal Re di Napoli un nuovo Apprezzo della Terra di Gioia.
Di seguito si riporta i testi dell'Apprezzo di Gioia del 1612, stilato dal Tabulario napoletano Virgilio de Marino e l'Apprezzo di Gioja del 1640, stilato dall'Architetto e Tabulario Honofrio Tangho.
APPREZZO DI GIOJA 1612
Per decreto di V.S. m’è venuto commesso la revisione dell’Apprezzo della Terra di Gioja primo loco fatta per lo Tabulario Federico Pinto, per il che, monite le parti, mi sono conferito in detta Terra, et havendo fatta riconosciuta uno con lo suo tenimento, e deschritto, et lo reddito delli suoi corpi d’intrate da molti anni in qua, lasciando da quello la descrizzione di essa Terra, et suo territorio per non essere prolisso, giacche sta fatto per esso Federico Pinto. Referisco a V.S. solo lo reddito di essi Corpi, et loro prezzo, il che si fa i dui modi, seu in dui Letture, l’uno di esse sarà lo reddito e prezzo insino all’anno 1610, quando esso Federico fè la sua relazione; et l’altra Lettura sarà inizio da hoggi, cioè per tutto l’anno 1611, fra le quali se ritrova alcune alterazione di intrate.
Et cominciando dalla prima Lettura insino all’anno 1610, et camminando col medesimo ordine, che stanno citati li Corpi per esso Federico compensando tre anni, seu tre affitti antecedenti di essi corpi, referisco a V.S., che compensando hanno reso le seguente summe.